Attività culturali :: Video Poesia

San Martino

La nebbia a gl’irti colli
Piovigginando sale,
E sotto il maestrale
Urla e biancheggia il mar;
Ma per le vie del borgo
Dal ribollir de’ tini
Va l’aspro odor de i vini
L’anime a rallegrar.
Gira su’ ceppi accesi
Lo spiedo scoppiettando:
Sta il cacciator fischiando
Su l’uscio a rimirar
Tra le rossastre nubi
Stormi d’uccelli neri,
Com’esuli pensieri,
Nel vespero migrar.
  

Traversando la Maremma Toscana

Dolce paese, onde portai conforme
l'abito fiero e lo sdegnoso canto
e il petto ov'odio e amor mai non s'addorme.
pur ti riveggo, e il cuor mi balza in tanto.
Ben riconosco in te le usate forme
con gli occhi incerti tra 'l sorriso e il pianto.
e in quelle seguo de' miei sogni l'orme
erranti dietro il giovanile incanto.
Oh, quel che amai, quel che sognai, fu in vano:
e sempre corsi, e mai non giunsi il fine:
e dimani cadrò. Ma di lontano
pace dicono al cuor le tue collina
con le nebbie sfumanti e il verde piano
ridente ne le piogge mattutine.
  

A Elvira

Sentimi, Elvira mia, se’ un angiolino
de’ più cari che s’abbia il Paradiso,
né in prato portò april mai fiorellino
che rida di quel tuo caro sorriso.
Ed i’ vorria, dentro a quegli occhi fiso,
sempre col labbro mio quel tuo bocchino
stringere, e morder sempre il bel rubino
che l’infiamma in due bei labbri diviso.
E quel collo d’avorio schietto schietto
cinger d’un braccio, e ‘l tuo braccio sentire
serrare il petto mio sovra il tuo petto.
E te veder ne’ baci miei languire,
molli i begli occhi del più ardente affetto;
ed i’ vorrei ne’ tuoi baci morire.